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I Dayak al Museo delle Culture di Lugano: una mostra li racconta attraverso la loro arte

Ottobre 10th, 2019 Posted by news-it, Senza categoria 0 thoughts on “I Dayak al Museo delle Culture di Lugano: una mostra li racconta attraverso la loro arte”

Inaugurata al Musec di Lugano il 28 settembre scorso, «Dayak. L’arte dei cacciatori di teste del Borneo» è la più grande esposizione di arte Dayak del Borneo degli ultimi quarantacinque anni. L’esposizione temporanea è frutto della ricerca pluriennale condotta dal MUSEC, in collaborazione con partner scientifici internazionali.

La mostra e il libro riccamente illustrato che la accompagna (Arte Dayak di Paolo Maiullari, Culture Arts&Books, Lugano 2019, pp. 296) sono il coronamento di un percorso di ricerca, valorizzazione e accrescimento delle collezioni del MUSEC di arte del Borneo, avviato una quindicina di anni fa.

La lettura e l’iconografia tradizionale del tempo hanno sempre rappresentato i Dayak come crudeli cacciatori di teste. Una percezione distorta e limitata della tradizione culturale Dayak, che riguardò anche gli oggetti prodotti dalle popolazioni locali, considerati per lo più alla stregua di feticci e oggetti «primitivi».

La conoscenza veicolata dai musei etnologici europei e americani e le ricerche etnografiche sul campo hanno progressivamente contribuito a descrivere più accuratamente e a comprendere la cultura e l’arte del Borneo. Infatti, se avvicinata senza pregiudizi ed esplorata nelle sue motivazioni profonde, la produzione artistica rivela la sorprendente profondità socio-culturale e la maestria dei popoli che l’hanno prodotta.

Cosa ha portato i Dayak a Lugano?

L’interesse del Museo delle Culture per l’arte del Borneo nasce con Serge Brignoni, la cui collezione rappresenta il nucleo fondante del Museo.

Come molti artisti delle Avanguardie della sua generazione, la passione collezionistica dell’artista ticinese fu da sempre orientata verso le arti tradizionali dei Mari del Sud. Tra queste, Brignoni amò particolarmente le grandi sculture di legno provenienti dalle aree indonesiane del Borneo. Si tratta di sommità di pali cerimoniali che raffigurano figure antropomorfe dal notevole impatto espressivo, accentuato dall’azione degli agenti climatici che avevano intagliato e scavato il legno.

Il legame con questo genere di opere spiega forse perché Brignoni, al momento della donazione alla Città di Lugano, abbia deciso di conservare per sé quattordici sculture del Borneo.

In un secondo momento, Brignoni le donò al Kunstmuseum di Berna che nel 2018 le ha a sua volta cedute al MUSEC. Oggi il Museo può quindi vantarsi di possedere a livello internazionale la più ampia e importante collezione di sculture monumentali del Borneo.

Dayak a Lugano: Il Percorso Espositivo e le Opere

L’esposizione occupa le quattordici sale del primo e del secondo piano di Villa Malpensata. Due sono i temi principali del percorso espositivo, che si articola in undici sezioni tematiche.

La prima parte della mostra si sofferma sull’incontro tra le popolazioni Dayak e l’Occidente, che ha dato avvio alla ricerca etnografica e all’interesse collezionistico e ha influenzato la maniera occidentale di guardare al Borneo e ai suoi abitanti nativi.

La seconda parte cambia prospettiva. Accompagna il visitatore alla scoperta dei significati e dei valori delle opere, in cui si esprime la relazione tra uomini, divinità e fenomeni naturali.

Le 170 opere esposte sono state prodotte per la maggior parte tra l’inizio dell’Ottocento e la metà del Novecento e provengono sia dalle collezioni del MUSEC, sia da altri quattro musei etnologici svizzeri (Basilea, Berna, Neuchâtel e Zurigo) e da collezioni private svizzere ed europee.

Esse rappresentano i maggiori generi di arte Dayak diffusi in Occidente: sculture monumentali di legno, maschere, bastoni magici da caccia, pagaie, armi da guerra, tessuti, ornamenti per il corpo, indumenti, crani-trofeo, matrici da tatuaggio, porta-neonati, elementi architettonici, strumenti musicali, giare e oggetti di cultura materiale intrecciati e decorati.

Qui potete scaricare un pdf con la mappa e i dettagli del percorso espositivo e le opere.

Inoltre il Museo ha pensato di redatte uno speciale documento appositamente pensato per le scuole, come dossier didattico. Questo presenta non solo la mappa e il percorso espositivo con le opere, ma anche importanti approfondimenti utili ai fini dell’insegnamento.

Capitale Cultura International è partner del Musec nell’ambito dei servizi di accoglienza, Marketing, attività educative e sviluppo partenership.